Genoa-Napoli, Gattuso (Getty Images)
Brutta sconfitta del Napoli a Genova. Contro il Grifone finisce 2-1, decisivo Pandev. Gattuso preoccupato: la squadra crea tanto ma non concretizza.
Il Napoli cade a Marassi contro il Genoa. A decidere il match una doppietta dell’ex Goran Pandev. Non può nulla Politano, che pure trova il 2-1. La rimonta non arriva e Gattuso mastica amaro, l’infortunio di Manolas preoccupa ulteriormente i partenopei.
Come commenta questa sconfitta?
“Oggi c’è poco da dire. Nel calcio gli errori ci sono. Sulla costruzione ci stiamo lavorando poco: non c’è abbastanza tempo, si gioca sempre. Ci siamo fatti gol da soli. Tante partite le stiamo perdendo in fotocopia e ci fa male. È una questione di postura, abbiamo sbagliato un appoggio sul primo gol. Tutti stanno avendo difficoltà, dobbiamo lavorare. Ci sta girando male in questo periodo”.
In attacco è mancato qualcosa oppure no, Osimhen non ancora al meglio?
“Siamo entrati 4-5 volte in area, abbiamo fatto il nostro. Non posso recriminare nulla alla squadra, ci siamo fatti male da soli. Il ragazzo è stato tre mesi fermo: ha avuto Covid e problemi alla spalla, che non ha la condizione al 100% è normale. Sicuramente lui e Petagna due giocatori diversi. Osimhen offre più soluzioni”.
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Politano e Di Lorenzo comunque in crescita…
“Politano e Di Lorenzo, con loro abbiamo lavorato bene, siamo stati bravi. In questo momento è difficile, rispetto per tutti ma noi facciamo fatica a recuperare. A entrare in partita. Bisogna fare le scelte giuste. Fatica con qualche elemento per la condizione. Complimenti a tutti i miei, ma abbiamo regalato tanto agli avversari pur costruendo tanto. Bisogna stare calmi e lavorare”.
Cosa la preoccupa maggiormente?
“Siamo inguaiati, abbiamo fatto errori banali. Il gioco, però, l’abbiamo espresso. Mi preoccupa che i numeri non mentono: non è la prima partita che costruiamo tanto e perdiamo. Chi fa l’allenatore non deve andare a casa preoccupato, deve bruciare ma con la consapevolezza di potersi rialzare. Io, invece, mi preoccupo perché il gioco lo creiamo ma portiamo a casa poco“.
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