Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus (Getty Images)
Juventus sempre più senza identità dopo le prime dieci giornate di Serie A. Perfino Ferrara e Delneri hanno fatto meglio del livornese.
Ritrovarsi al settimo posto in classifica, a momentanei tredici lunghezze della capolista dopo solo undici giornate, non era quello che si sarebbero aspettati i tifosi juventini. Invece, anche se in panchina c’è Massimiliano Allegri, i bianconeri non riescono ad ingranare e a riottenere quella stabilità tattica e quella difesa coriacea di un tempo.
La sconfitta di questo pomeriggio contro il Verona pesa come un macigno. L’ennesima, dopo quelle contro l’Empoli di inizio stagione e con il Sassuolo della scorsa settimana, che mette a nudo le pecche di una squadra che non è ancora guarita. Senza Cristiano Ronaldo, ci si aspetterebbe un Chiesa o un Morata ancora più reattivi e pronti a portare il peso della squadra sulle proprie spalle invece, almeno per il momento, così non è e la classifica piange.
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La sconfitta di ieri, porta anche ad un confronto tra Allegri e i suoi predecessori. Un’analisi dei dati delle prime undici giornate che fa capire quanto, almeno per il momento, il lavoro del tecnico livornese non stia ottenendo gli effetti tanto sperati di inizio stagione. Infatti, il tecnico ex Milan ha fatto registrare quattro vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte segnando 15 reti e subendone 15.
Partirono meglio di Allegri sia Ciro Ferrara (21 punti in 11 partite), sia come Luigi Delneri (19). In entrambi i casi la la Juventus chiuse la classifica al settimo posto e il partenopeo non arrivò nemmeno a fine campionato, perché sostituito a metà stagione da Alberto Zaccheroni. Rispetto al passato, l’ex Milan non rischia l’esonero e sicuramente riuscirà a riprendersi. Quel che però ormai è quasi certo, è che per la lotta scudetto si possa dire addio.
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