E’ guerra in Ucraina dopo gli attacchi mirati delle forze armate russe: la confessione angosciante di Roberto De Zerbi
Si respira aria di guerra nell’Europa Orientale. Si è definitivamente rotto l’equilibrio tra Ucraina e Russia, con quest’ultima che nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio ha bombardato alcuni punti strategici delle città ucraine. Attacchi mirati a creare disagi nei centri urbani e che spaventano l’intera popolazione.
I bombardamenti, però, non si sono limitati solo alle regioni del Donbass e Lugansk. Infatti, anche Kiev è stata presa d’assalto, o anche Charkiv, dove lo Shakhtar Donetsk di De Zerbi avrebbe dovuto giocare sabato 26 febbraio.
Avrebbe dovuto, infatti. La Premier League ucraina è stata momentaneamente sospesa per chiare ragioni di sicurezza. In un primo momento, la federcalcio pensava di poter proseguire il campionato – in pausa da dicembre 2021 – ma la situazione è precipitata questa notte. E proprio l’allenatore dello Shakhtar ha voluto raccontare ciò che sta vivendo in prima persona in Ucraina.
L’allenatore del club di Donetsk è stato contattato giorni fa dall’Ambasciata italiana, preoccupata per l’evolversi della situazione. Le autorità avevano consigliato di lasciare il Paese quando era ancora possibile, ma De Zerbi non ha voluto mollare lo Shakhtar ed è rimasto assieme al suo staff a Kiev, in hotel.
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“Sto in camera, è una brutta giornata – spiega l’ex mister del Sassuolo a La Gazzetta dello Sport – Ho aspettato a lungo che la federazione sospendesse il campionato, ma non mi sono mai voluto muovere da qui. Non potevo girare le spalle ai tifosi“. E ancora, De Zerbi racconta: “Potevamo tornare a casa quando c’erano le condizioni. Io, il mio staff, i tredici ragazzi brasiliani… Abbiamo aspettato. E stanotte ci hanno svegliato le esplosioni“.
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Cosa si vede dalle finestre dell’albergo? Paura di non farcela. “Abbiamo visto file di auto, credo stiano andando in Polonia – spiega De Zerbi – L’Ambasciata voleva che tornassimo, ma io sono un uomo di sport e non potevo girare le spalle al club“.
L’allenatore dello Shakhtar non è l’unico bloccato in Ucraina. Infatti, anche Fonseca si troverebbe a Kiev e non riuscirebbe a lasciare la città. Forzaroma.info spiega che i bombardamenti non consentono gli spostamenti ai cittadini, compreso il vecchio allenatore della Roma che è legato all’Ucraina, visto che per diverse stagioni è stato il mister proprio dello Shakhtar.
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