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Calcio

Serie A, 10 club verso l’esclusione! Di quali si tratta e perché

Il campionato di Serie A sta vivendo un momento alquanto delicato e così spunta la possibilità di escludere addirittura metà dei club.

La Serie A è un torneo avvincente che si preannuncia infuocato nella parte finale della stagione, ma adesso ci sarebbe da risolvere un problema inaspettato per il quale bisogna fare attenzione. I club intanto scrutano con attenzione e cercano di trovare una soluzione nell’immediato futuro.

Le conseguenze potrebbero essere molto gravi, soprattutto per i club che attualmente non hanno risolto la questione. La notizia era nell’aria, ma adesso i club potrebbero avere qualche problema di troppo da risolvere. La Lega del massimo campionato italiano è consapevole della vicenda, da qui l’esigenza di correre ai ripari.

Serie A, perché rischiano i club e di quali si tratta

A preoccupare i club di Serie A c’è il problema dell’indice di liquidità che potrebbe causare non pochi grattacapi alle società. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si tratterebbe di un criterio vincolante da mantenere in ordine per la regolarizzare iscrizione al prossimo campionato. Non servirebbe soltanto per operare sul mercato, ma anche per partecipare al campionato.

Il parametro dovrebbe quindi diventare a tutti gli effetti come elemento indispensabile per l’iscrizione al torneo. Fondamentale in questo caso il rapporto fra i dati attivi e quelli passi negli ultimi 12 mesi. Non dimostrare di avere l’indice di liquidità in ordine potrebbe rappresentare un ostacolo per alcuni club. Secondo la Repubblica, infatti, al momento i parametri sarebbero un problema per Sampdoria, Genoa e Lazio, ma non sono le uniche.

Durante il prossimo Consiglio federale, programmato per aprile 2022, si dovrebbe stabilire una nuova percentuale per l’indice di liquidità, con tanto di coefficiente fissato a 0,6. Per farla breve la parte attiva dovrà ricoprire almeno il 60% di quanto speso nell’ultimo anno. Nel caso specifico ci sarebbero evidenti difficoltà, da qui l’esigenza di abbassare l’attuale 0,7. Spetterà alla FIGC il compito di abbassare tutto questo, tenendo sempre presente che almeno un quarto delle società potrebbe comunque avere problemi in tal senso, almeno attualmente.

Alessandro Artuso

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