Gattuso contro i tifosi, la risposta agli attacchi: “Ma che ne sanno…”

Gattuso, che allenerà il Valencia nella prossima stagione, ha risposto alle pesanti accuse di razzismo e sessismo sui social con parole forti.

Gennaro Gattuso sarà il prossimo allenatore del Valencia, a meno di grossi ribaltoni dell’ultim’ora. Perché contro l’italiano s’è scatenata una gogna mediatica partita dai social, più precisamente dall’ex vice-presidente del Valencia Miguel Zorio. L’ex campione del mondo è stato accusato di razzismo, sessismo e omofobia.

Gattuso, che allenerà il Valencia nella prossima stagione, ha risposto alle pesanti accuse di razzismo e sessismo sui social con parole forti.

Le frasi incriminate risalgono al passato di Gattuso, sia da allenatore che da giocatore: a partire da quando parlò in maniera ambigua i matrimoni tra omosessuali, fino a quando commentò negativamente l’arrivo di Barbara Berlusconi al Milan, che mise da parte Adriano Galliani. Ma questa mattina, su la Gazzetta dello Sport è arrivata la risposta del calabrese, che si è difeso anche da chi lo etichetta come razzista.

L’allenatore è già in contatto con i collaboratori al Valencia, di rientro da Singapore dopo l’incontro con il presidente della squadra spagnola, il magnate Peter Lim. Con decisione ha voluto, tramite La Rosea difendersi da ogni accusa: “Io razzista, omofobo e machista? Calmiamoci”.

Valencia, Gattuso risponde alle accuse

Valencia, Gattuso risponde alle accuse
Valencia, Gattuso risponde alle accuse (Lapresse)

L’ex centrocampista del Milan e allenatore del Napoli torna sulle tre frasi, ormai datate, che erano state alla base degli attacchi social dei tifosi del Tottenham e che oggi tornano anche nelle proteste dei supporter del Valencia.

“Non riesco proprio a vedere le donne nel calcio” disse nel 2013 quando Silvio Berlusconi inserì la figlia Barbara in società di fatto al posto di Adriano Galliani. Quella frase, dice oggi Gattuso, “voleva essere una difesa dell’operato di Galliani che era stato accantonato in malo modo”.

Sempre nel 2013, dopo che Boateng, allora centrocampista del Milan, lasciò il campo per i fischi durante un’amichevole contro la Pro Patria seguito da tutti i compagni, Gattuso disse: “Quante volte i bianchi sono stati fischiati? A me è successo, ma non gli do molta importanza. Boateng si è di certo sentito offeso, ma continuo a non vedere del razzismo. Si tratta solo dell’ultimo gesto di una minoranza di idioti”. Non ci sta, però, a passare per razzista. “E allora perché avrei fatto acquistare, quand’ero al Napoli, Bakayoko? Mai avuto nulla contro i giocatori di colore, molti dei quali sono stati miei compagni di squadra e amici” ha detto alla Gazzetta.

I tifosi lo attaccano anche per una frase, addirittura del 2008, sulla famiglia. “Il matrimonio in chiesa deve essere tra uomo e donna, per qualcuno che ha fede il matrimonio omosessuale è molto strano” disse.

“Questi leoni da tastiera non sanno nulla di me,”, ha aggiunto “io mi sono fatto da solo, partendo dalla Calabria per andare a giocare in Scozia da giovane”. “Non permetterò che nessuno ostacoli una carriera che ho costruito con impegno e fatica”.