Oliver Hutton e Benjamin Price, meglio noti come Holly e Benji. (LaPresse)
Il leggendario cartone animato e manga Holly e Benji è reale. Dal Giappone arriva la storia che farà sognare una generazione di appassionati.
Almeno una generazione di appassionati di calcio si è divisa in gioventù tra realtà e finzione. Da una parte il calcio vero, quello giocato in Serie A, Champions League, eccetera. Dall’altro quello di fantasia, in cui il Giappone vince i Mondiali, trascinato dai gol dal suo fuoriclasse Oliver Hutton e con una difesa impenetrabile diretta dal fenomenale Benjamin Price tra i pali. Esatto, stiamo parlando di Holly e Benji. La notizia però è che il cartone non è affatto inventato, anzi.
Tra gli appassionati di calcio che hanno dai 30 anni in su, c’è chi almeno una volta nella vita ha sentito parlare di “catapulta infernale” e chi mente. Il cartone animato Holly e Benji ha segnato una generazione con le sue appassionanti storie in cui il protagonista però era sempre uno, il pallone.
Tantissimi ragazzi e ragazzi ricordano i pomeriggi trascorsi a guardare le partite e l’evolversi delle carriere di questi personaggi che poi porteranno addirittura il Giappone a vincere la Coppa del Mondo. L’aspetto “surreale” di certe movenze di gioco, che a tratti ricordavano quelle del film demenziale Shaolin Soccer, hanno sempre creato una certa distanza tra quello che riguardava il cartone ed il mondo reale. Recentemente però è stata fatta una grande scoperta, Holly e Benji esistono!
Mentre scopriamo che Holly e Benji è oggi evoluto in un videogame, con tanto di nomi di giocatori fittizi che ricordano quelli veri (tipo Zedane, Rivaul, ecc) arriva una grande notizia per i fan di vecchia data del celebre cartone animato giapponese. Holly e Benji esistono, o per meglio dire esistono le rispettive squadre.
Nella Kanto Soccer League, lega regionale giapponese della regione di Kanto, esistono infatti la Nankatsu SC (che corrisponde alla celebre New Team) e la Toho Titanium, che era la squadra di Mark Lenders! La differenza sostanziale, oltre al fatto che i campi non sono in collina e le azioni sono più umane, è che le due squadre sono tutt’altro che dominanti nel loro campionato, anzi occupano le posizioni più basse della classifica.
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