Balotelli e la bugia sulla Nazionale: la rivelazione spiazza Mancini (Ansa)
Balotelli è tornato a parlare della suo percorso e di cosa voglia dire per lui la Nazionale: la rivelazione ha colpito i tifosi (e Mancini).
Mario Balotelli, a 32 anni, ha da pochissimo iniziato una nuova avventura. Dall’Adana Demirspor è infatti passato in Svizzera, firmando per il Sion. Una realtà in cui spera di togliersi qualche soddisfazione dopo un’annata niente affatto negativa in Turchia, con 18 reti messe a segno in 33 presenze.
Alla fine, però, ha scelto di cambiare aria. Non la speranza, magari, di riagganciarsi al “treno” del calcio che conta, che ora sembra un po’ sfuggito. Ed anche in quest’ottica, a DAZN, il palermitano ha ragionato sulla propria situazione nella Nazionale, con una rivelazione che conferma quanto sospettato da molti negli ultimi mesi.
Nella trasmissione Supertele, l’attaccante ha toccato vari temi. La Svizzera, per lui, è stata una scelta di vita oltre che calcistica, ha detto. Ma ha parlato anche delle grandi emozioni che ancora gli suscita San Siro, in cui giocano Milan e Inter, definite “le squadre migliori dove un giocatore possa stare”, quelle dove andrebbe se tornasse in Serie A.
Il discorso, invece, è un po’ diverso per quanto riguarda la maglia azzurra, che SuperMario non indossa più dal giugno del 2018, ma che non ha mai – onestamente – dimenticato: “Non è che la Nazionale non mi interessi più, sarebbe una bugia. Io però al momento penso a me stesso e a stare bene,” ha ammesso, “se poi lavorerò bene e avrò l’opportunità ben venga, altrimenti pazienza. Non chiuderò mai le porte alla Nazionale, ma non è una ossessione”.
D’altronde, sulla panchina dell’Italia siede ancora Roberto Mancini, per il quale Balotelli nutre una stima particolare. Tutto questo nonostante una “ferita” non indifferente, che però sembra essersi già lasciato alle spalle: “Con Mancini non ho alcun tipo di rancore, ho sempre rispettato le sue scelte”, ha chiarito. “La non convocazione contro la Macedonia del Nord mi ha fatto male, ma perché da italiano sapevo che potevo aiutare tanto. Col Mancio ho sempre avuto un ottimo rapporto“.
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