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Scudetto, sapete chi lo ha coniato il termine? Non ci crederete!

Lo scudetto è il sogno di ogni tifoso di calcio. Ma chi fu a coniare tale temine e a disegnare il relativo simbolo? Fu un insospettabile

Dopo l’abbuffata europea, con un bilancio positivo, 4 vittorie, 2 vittorie e 1 pareggio, ritorna il campionato di Serie A. Il menù della nona giornata prevede come piatto forte il match di San Siro, domani pomeriggio, tra i campioni in carica del Milan e la rediviva Juventus. I bianconeri sono reduci dal doppio trionfo, contro il Bologna e contro il Maccabi Haifa in Champions League, i rossoneri dal trionfo contro l’Empoli e dal pesante ko contro il Chelsea.

Dunque, s’infiamma la lotta scudetto visto che proprio lo scontro di San Siro dirà molto delle possibilità di Milan e Juventus di insidiare l’attuale primato della coppia Napoli-Atalanta. A tal proposito, vi siete mai chiesti chi fu a coniare il termine scudetto e a disegnare il relativo simbolo? Ebbene, a farlo fu un insospettabile, cioè qualcuno di totalmente estraneo al mondo del calcio.

A dare forma al “sogno” di ogni tifoso di calcio fu, infatti, il poeta Gabriele D’Annunzio, il quale, a quanto risulta, in giovane età si divertiva a giocare a calcio con gli amici sulla spiaggia di Francavilla, vicino alla natia Pescara (finché nel 1887, durante una partita, perse due denti cadendo, episodio che lo persuase a porre fine alla sua carriera da calciatore…).

L’origine dello scudetto: la partita di Fiume

L’occasione per questa particolare innovazione si presentò il 7 febbraio del 1920 a Fiume durante l’occupazione della città da parte dei volontari italiani guidati da D’Annunzio. Quel giorno, infatti, fu organizzata una partita tra una squadra di militari italiani e una di civili locali.

Per l’occasione gli italiani indossarono una maglia azzurra sulla quale il Vate decise di applicare, anziché lo scudo sabaudo della Nazionale, uno scudetto (di forma “sannitico antica” secondo la definizione araldica) con i colori della bandiera italiana.

E proprio allo scudetto di D’Annunzio qualche anno più tardi (1924) si ispirarono gli organizzatori del campionato quando stabilirono che da quel momento in poi la squadra che ogni anno avesse vinto il titolo nella stagione successiva si sarebbe fregiata anche di un simbolo da apporre sulla maglia. La prima fu il Genoa campione d’Italia nel 1924 che, pertanto, nella stagione 1924-1925 giocò con lo scudetto sul petto.

Luigi Pasquariello

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