L’esclusione del capitano del Napoli Lorenzo Insigne dalla partita col Genk in Champions League ha sorpreso i tifosi e fatto discutere i tifosi. Non panchina, ma addirittura tribuna per l’attaccante azzurro. “Non l’ho visto brillante”, ha spiegato l’allenatore dopo la partita. Ma l’esclusione è stata clamorosa.
Secondo l’analisi della Gazzetta dello Sport, Ancelotti e Insigne non avrebbero mai avuto questo gran feeling: “Le parti non sono mai prese”, spiega il quotidiano sportivo. Che va indietro nel tempo partendo dallo scorso maggio, quando a casa di Ancelotti ci fu un incontro chiarificatore con Insigne. Si parlò della posizione in campo, col calciatore che chiese di giocare nel suo ruolo, quello di esterno sinistro, e non come seconda punta. E Ancelotti da allora avrebbe promesso di accontentarlo, ma a patto di vedere un comportamento esemplare fuori e dentro al campo. Ma qualcosa è accaduto a campionato appena iniziato: Secondo la Gazzetta un episodio chiave c’è stato a Torino: “Alla seconda giornata Insigne pur di non saltare la sfida con la Juventus, tenne nascosto a tutti il risentimento muscolare che poi l’avrebbe costretto alla resa alla fine del primo tempo e a saltare la convocazione in Nazionale – si legge nell’articolo – C’è da rimetter in piedi il rapporto tra capitano ed il sistema Napoli. Altrimenti non avrebbe avuto senso non prenderne in considerazione la cessione.
Scenari estivi che vengono ripresi, anche se l’attaccante azzurro ha sempre detto di voler rimanere. Poi in Belgio l’ultimo episodio: “Già alla vigilia, prima della rifinitura allo stadio del Genk, s’era capito che qualcosa non andava – scrive la Gazzetta – lo sguardo rabbuiato del giocatore non era stato rassicurante. Probabilmente, Ancelotti gli aveva già comunicato la decisione di tenerlo in tribuna”. Ieri a Castelvolturno i due si sarebbero chiariti: Insigne dovrebbe essere titolare a Torino nella sfida contro i granata di domenica alle 18.
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