FOTO: JUAN MANUEL SERRANO ARCE
“Orgoglioso di far parte di questo club”. Poche parole che danno il senso di come uno dei leader del Barcellona il difensore Gerard Piquè si schieri contro la sentenza della Corte Suprema spagnola che in queste ore ha condannato 12 indipendentisti catalani, tra questi anche l’ex vicepremier Oriol Junqueras, per i fatti accaduti nell’ottobre 2017. Il difensore catalano che da sempre si batte per l’indipendenza della Catalogna ha postato un retweet al comunicato del Barca
Il proprio pensiero il Barcellona lo esprime attraverso i suoi canali social con un comunicato che dice chiaramente come il carcere non sia la soluzione ma piuttosto il dialogo. “Per la risoluzione del conflitto in Catalogna c’è bisogno di un dialogo politico. Per questo motivo il club chiede a tutti i leader politici di avviare un confronto che possa consentire la liberazione delle persone private della loro libertà e condannate. Il Barca esprime sostegno e e solidarietà alle famiglie coinvolte” conclude la nota della società blaugrana.
La pena più alta all’ex vicepremier Oriol Junqueras, 13 anni, arrestato insieme ad altri politici del governo catalano. Le accuse pesanti sono quelle di sedizione e appropriazione indebita, caduta la ribellione. Reati gravissimi in Spagna, perché secondo l’accusa sarebbero stati tra i responsabili della dichiarazione di indipendenza e nel referendum per la proclamazione di indipendenza del parlamento catalano dell’ottobre 2017, quando sono accaduti i fatti, avrebbero anche utilizzato fondi pubblici in modo improprio. 12 in tutto le persone condannate.
Durissima anche la presa di posizione di Ada Colau, sindaco di Barcellona: “È stata una battuta d’arresto nello stato di diritto, con accuse che rispondevano più al desiderio di vendetta e non alla giustizia” ha concluso.
Sulla sentenza si è espresso anche il Premier spagnolo Pedro Sanchez: “Siamo tutti chiamati a un nuovo palcoscenico. E in quella nuova fase, l’obiettivo non può che essere il ripristino della convivenza in Catalogna. Il metodo sarà sempre il dialogo; e la regola non può che essere la legge, la Costituzione spagnola” conclude.
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