I sei migliori talenti del calcio europeo, c’è anche Esposito

I sei migliori talenti del calcio europeo, c'è anche Esposito

I prodigi del calcio. Così L’Equipe ha raccontato, in una serie di articoli, i sei migliori giovani che stanno emergendo nei campionati europei. Nella lista c’è anche Sebastiano Esposito, che l’anno scorso è diventato il più giovane giocatore dell’Inter a debuttare in una competizione europea e quest’anno Conte ha integrato di fatto in prima squadra.

Sebastiano Esposito, il prodigio dell’Inter

Sebastiano Esposito è il più giovane interista di sempre ad aver debuttato in Europa League. Ha giocato 18 minuti più recupero l’anno scorso contro l’Eintracht Francoforte, a 16 anni e 255 giorni. E’ il primo classe 2002 a giocare in Serie A. Non c’è dubbio che sia un talento precoce. Il calcio è storia di famiglia.

Il papà è stato nelle giovanili del Napoli e ha allenato la Juve Stabia, i suoi due fratelli, Salvatore (2000) e Francesco Pio (2005) hanno seguito la stessa strada. E’ cresciuto nel Club Napoli, la stessa squadra del portiere del Milan “Gigio” Donnarumma. Roberto Clerici lo scopre e lo porta a Brescia. Il padre non ha dubbi a spostare tutta la famiglia, originaria di Castellammare di Stabia, 800 chilometri più a nord. La mamma lo prende per matto, ma è un’occasione da non perdere. Nelle giovanili dell’Inter ha giocato da trequartista, da ala e da punta, ruolo in cui Conte l’ha utilizzato in prima squadra quest’anno anche nella significativa amichevole asiatica contro la Juventus. In passato, dopo lo scudetto con l’under 16 nerazzurra, ha rifiutato un’offerta parecchio allettante del PSG. Totti resta il suo idolo, all’Inter si è fatto amare per il senso del gol e le punizioni letali, soprattutto di destro.

Karim Adeyemi, stellina del Red Bull Salisburgo

Attaccante classe 2002, di padre nigeriano e madre rumena, Karim Adeyemi ha vinto a 17 anni la medaglia d’oro Fritz Walter, il più importante riconoscimento per i giovani giocatori in Germania. A dieci anni, l’indisciplina gli costa il posto nel vivaio del Bayern Monaco, nel 2012. Ottiene una seconda chance all’Unterhaching, alla periferia di Monaco, club che dà lavoro ai suoi genitori, racconta l’Equipe. Il talento colpisce subito, ha velocità e senso del gol. A scuola, però, crea ancora parecchi problemi. Il club lo mette di fronte a un bivio: se sei indisciplinato a scuola, allora non giochi. E cambia tutto.

Si interessano a lui Chelsea, Liverpool e il Bayern Monaco che vorrebbe riprenderlo. Nell’estate del 2018 però accetta l’offerta del Red Bull Salisburgo che offre poco più di tre milioni di euro, la cifra più alta mai pagata per un calciatore tedesco under 18. DIl Salisburgo lo presta alla sua squadra satellite, il Liefering, in seconda divisione, con cui debutta tra i professionisti a 16 anni. Segna sei gol il primo anno, e in questa stagione ha già praticamente raddoppiato il bottino (5 reti). Non è altissimo (1,77 m) ma è uno dei giocatori più veloci della squadra, che fa particolare attenzione a questa caratteristica nella selezione dei calciatori. E si prepara a un grande futuro.

I sei migliori talenti del calcio europeo

Mohammed Ihattaren fa sognare il PSV Eindhoven

Trequartista che può spostarsi anche sulle fasce, Mohammed Ihattaren ha debuttato in Eredivisie con il PSV il 26 gennaio 2019 contro il Groningen. Nove presenze in stagione tra campionato e Europa League, il gioiellino di origine marocchina ha avuto la fortuna di incontrare come tecnico nell’under 17 Adil Ramzi, marocchino pure lui, che ha visto subito le qualità di Ihattaren. Suo padre, scomparso recentemente per un cancro, è arrivato in Olanda negli anni Settanta. Si è stabilito a Utrecht, nel quartiere di Kanaleneiland, uno dei più caldi ha spiegato Ramzi all’Equipe. “In un posto così aggressivo devi farti male. Lì ha imparato a imporsi”. Molti al PSV rivedono in lui il cammini di Ibrahim Afellay (54 presenze in nazionale), partito anche lui da Utrecht in una famiglia di origine marocchina. Ihattaren è un perfezionista, che accetta le critiche per migliorarsi. E sbaglia poco, dice il tecnico Van Bommel, anche quando tenta le giocate più difficili.

Karamoko Dembele, il baby fenomeno del Celtic

A 13 anni, Karamoko Dembele giocava con l’under 20 del Celtic. A 15 firmava il suo primo contratto da professionista. A 16 anni e 86 giorni, lo scorso 19 maggio, è entrato nel secondo tempo della sfida contro l’Heart of Midlothian e a fine partita ha anche festeggiato il titolo in campionato. Per poco, non è diventato il più giovane giocatore nella storia del Celtic a debuttare in prima squadra, record che rimane di Jack Aitchison (16 anni e 71 giorni).

E’ un giocatore ibrido, schierato da attaccante o da ala, a destra come a sinistra, e può scegliere di rappresentare tre nazionali: l‘Inghilterra, dove è nato; la Scozia, dove vive dall’età di un anno; la Costa d’Avorio, Paese d’origine dei genitori. Intanto il Celtic se lo coccola, per la gioia anche dei tifosi. Ma si è già scatenato l’interesse del PSG, dell’Arsenal e della Juventus.

Joelson Fernandes, l’erede di Cristiano Ronaldo

Se sei un’ala destra con la tendenza al dribbling e giochi nello Sporting Lisbona, il confronto con Cristiano Ronaldo diventa inevitabile. Non fa eccezione Joelson Augusto Mendes Mango Fernandes, 16 anni e un contratto firmato l’estate scorsa con clausola rescissoria fissata a 45 milioni di euro. Cristiano Ronaldo è un istituzione allo Sporting, dove ha giocato anche il padre di Joelson Fernandes, Mango, e dove oggi milita il fratello Sana, di tre anni più giovane.

Il direttore dell’accademia del club, Joao Couto, lo descrive come più introverso di Cristiano Ronaldo alla sua età. E’ un giocatore diverso, racconta all’Equipe, ha tecnica ed esplosività, ama divertirsi e non gli piace troppo difendere in campo. Di sicuro è ambizioso, e si impegna di più quando si trova di fronte a una difficoltà da superare. Magari non diventerà il nuovo Cristiano Ronaldo, ma potrà entrare a far parte del gruppo delle grandi ali portoghesi.

Ansu Fati più precoce di Messi

Non può mancare l’uomo dei record, il più giovane giocatore mai apparso in Champions League con la maglia del Barcellona. Sei giorni dopo il suo debutto in prima squadra, ha già segnato il suo primo gol contro l’Osasuna. E’ il primo nome sulla lista dei talenti attesi a un grande futuro. Qui vi abbiamo già raccontato la sua storia.

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