Torino-Juve, Mazzarri polemico sul rigore: “Non fatemi parlare…”

“Mi brucia perdere, ma non parlo di altre cose. Riesco a parlare poco”. Walter Mazzarri non fa esplicito riferimento al tocco di braccio di de Ligt e alla mancata concessione del calcio di rigore, ma non serve la palla di vetro per indovinare quel che pensa del principale episodio da moviola del derby di Torino.

Mazzarri: “Dobbiamo giocare così tutte le partite”

“Sono arrabbiato perché non meritavamo di perdere, ma sono orgoglioso della squadra. Dobbiamo interpretare tutte le partite come quella di oggi” ha detto Walter Mazzarri, dopo la sconfitta in un derby che il Torino ha giocato mettendo in campo tutte le sue armi e un capitale di grinta e applicazione efficace soprattutto nel primo tempo, dimostra di avere ancora in mano la squadra. Anche se il suo posto sulla panchina del Torino non può ancora dirsi sicuro.

La vera svolta, ha aggiunto, sta nel riuscire a vivere e giocare tutte le partite come se fossero il derby. “Si deve prevalere sull’avversario e se serve che vedano sempre bianconero -ha spiegato il tecnico -. Questo è il vero salto di qualità da farsi e con altre prestazioni così arriveranno anche i punti”.

Mazzarri ha anche spiegato in conferenza stampa come in alcune situazioni, come i calci d’angolo, non sempre il Torino abbia messo in pratica quanto provato in allenamento. “Se si fossero fatte le cose che avevamo preparato, alcuni situazioni sarebbero andate diversamente. Avremmo dovuto mettere il pallone negli spazi in modo differente” ha detto.

Comi a Radio Rai: “Perché rigore a Lecce e oggi no?”

Anche il direttore generale granata Antonio Comi ha mostrato le stesse ambivalenti sensazioni intervistato da Radio Rai. “Siamo molto contenti perché abbiamo ritrovato compattezza, carattere” ha detto. Non ha nascosto però la sua rabbia per la decisione di non concedere il rigore. “Voglio capire la differenza del rigore per il fallo di mano non dato al Torino e perché è stato dato a Lecce” ha detto. Ma a Lecce de Ligt, che tocca sempre con il braccio in area, l’olandese lo teneva più largo occupando più spazio e dunque ricavando anche un vantaggio dalla posizione del braccio, contrariamente a quanto avvenuto nel derby: differenza di dinamica che spiega la diversa decisione.

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