Contestazione dei tifosi del Napoli alla squadra (Getty Images)
Tensione a Napoli. Dopo i recenti accadimenti riguardanti la squadra partenopea, il caos interno dovuto al ritiro imposto dal presidente De Laurentiis e il conseguente ammutinamento dei giocatori dopo la partita di Champions League contro il Salisburgo, si prova a ricominciare. Tutto si sta svolgendo senza problemi ma il clima fuori lo Stadio dove si allena la squadra non è dei più sereni.
Circa un centinaio di ultras del Napoli stanno manifestando all’esterno dello stadio San Paolo. All’interno invece, sugli spalti, sono invece 600 i fan degli Azzurri, insulti e fischi all’indirizzo dei giocatori durante l’allenamento della squadra. Seduta aperta gli abbonati ma non alla stampa. Fuori l’altra contestazione contro l’intero gruppo, giocatori e allenatore, presente anche uno striscione con scritto “RISPETTO!”. Ma non è tutto, si alzano a gran voce le grida “A lavorare, andate a lavorare”. Seguito dal rafforzativo “Siete voi, giocatori mercenari siete voi”, ma anche un coro durissimo: “Se non vincete mi massacriamo”. In quest’atmosfera raggelante il club continua il percorso di allenamento in vista dei prossimi impegni. Certamente i risvolti di questa vicenda influiranno sulle vicissitudini della società partenopea. I calciatori, vista l’atmosfera poco serena, sono arrivati all’impianto con le proprie auto per poi entrare nello stadio senza fermarsi.
Preso di mira, dalla rappresentanza di tifosi, anche il presidente De Laurentiis con il classico coro: “Stai vincendo solo tu”. Tutto sotto gli occhi delle forze dell’ordine che sorvegliano il perimetro dell’impianto sportivo.
17.28 – allenamento concluso. La squadra lascia il San Paolo, tra le contestazioni. Anche Callejon bersaglio dei tifosi che gli gridano: “Te ne devi andare”
16.55 – Tra i giocatori più contestati Insigne e Allan ritenuti i fomentatori della rivolta. Mertens invece chiede scusa a mani giunte. Poi applaude i tifosi che ricambiano.
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