Maurizio Sarri (Getty Images)
Ha esordito in Serie A con la maglia dell’Atalanta, poi 5 scudetti conquistati, di cui 3 con la Juventus, quello storico con il Verona di Bagnoli, quindi con l’Inter. In ESCLUSIVA a CalcioToday.it Pierino Fanna. L’ex attaccante parla della Dea di Gasperini, di Sarri, Conte e Juric
Stasera l’Atalanta riceve il Valencia nell’andata degli ottavi di Champions League. Fanna ha una convinzione: “I bergamaschi possono fare un altro passo nella storia. Si divertono, è una squadra ormai collaudata e non avendo nulla da perdere credo che alla fine si qualificherà. Il segreto è la continuità nella programmazione societaria. Poi c’è Gasperini che dà il carattere e il gioco”. Sponda Juventus, restano le critiche a Sarri. Questa l’idea dell’ex centrocampista: “Sicuramente la squadra non rispecchia le idee del suo tecnico, ma dove non arriva lui ci pensano i campioni che ha in rosa e la società, Ronaldo in primis, determinante in fase realizzativa e non solo. Alla Juve non conta il gioco, ma i risultati che in questo momento sono dalla parte di Sarri: primo in campionato, agli ottavi di Champions League e con un passo in semifinale di Coppa Italia. Secondo me quest’anno i bianconeri puntano soprattutto all’Europa“.
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Dopo la sconfitta contro la Lazio in casa Inter sono arrivate le prime critiche dei tifosi a Conte. Fanna la pensa così: “Conte ha già fatto grandi cose, vincere subito non è facile. Certo, dopo il mercato la società lo ha messo difronte alle sue responsabilità ed ora deve far quadrare i <conti> sotto il profilo dei risultati, lottando per lo scudetto fino alla fine”. A proposito di mercato, si parla dello scarso impiego di Eriksen. L’ex attaccante predica cautela: “I giocatori non sono dei robot, quando cambiamo squadra e campionato devono inserirsi nel nuovo contesto. Questo vale anche per il danese, bisogna aspettarlo”. Infine un pensiero al Verona di Juric, una delle sorprese del campionato: “Questa squadra ha stupito un po’ tutti. E’ una bella sorpresa, essere protagonista in Serie A non è facile. Brava la società a puntare su Juric, un allenatore con idee innovative e un gioco di corsa e personalità come Gasperini, di cui è stato suo giocatore e di fatto allievo. Sono contento che dopo anni di anonimato, a Verona si stia rivedendo il bel calcio”.
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