Guardiola allontana la Juventus: "Se non mi licenziano, resto al City"
Il Manchester City si aggiudica il recupero della 26.a giornata di Premier League superando per 2-0 il West Ham. Ai Citizens sono bastate le reti di Rodri e De Bruyne per conquistare il diciassettesimo successo stagionale in campionato, il nono in casa. Una vittoria importante per gli uomini di Guardiola che, grazie a questi tre punti, consolidano il secondo posto, portandosi a +4 sul Leicester.
Al termine del match il tecnico spagnolo ha parlato così della sanzione inflitta dalla Uefa al Manchester City per aver violato le regole del Fair Play Finanziario: “Siamo ottimisti. Alla fine la verità prevarrà e la prossima stagione, se dovessimo qualificarci per la Champions League, saremo lì”.
Dopo la decisione adottata dalla Uefa, in molti hanno ipotizzato un possibile addio di Guardiola a fine stagione. L’ex tecnico del Barcellona però sembrerebbe non essere dello stesso avviso: “Se non mi licenzieranno, resterò qui al 100%. Sicuramente, senza dubbio. Questo club è speciale. Fino alla fine del contratto starò qui, voglio restare qui. Perché dovrei andarmene? Amo questa società, perché dovrei andare via. Più che mai in questa situazione. Nei prossimi tre mesi penseremo solo alla stagione, poi vedremo la sentenza ma non importa quel che accadrà. Resterò qui”.
Alla BBC, poi, Guardiola ha aggiunto: “Siamo professionali sul campo, quel che accade fuori ci riguarda ma non possiamo fare niente. Abbiamo parlato di quel che dovevamo fare e dovremo fare fino a fine stagione, specialmente per chi ama il club. Il futuro? Se non mi esonerano resto. Amo il club. Mi piace stare qui. E’ la mia squadra e resto, a prescindere. Il ban? Ci appelliamo. Quando credi di essere dalla parte del giusto, devi combattere. Ho fiducia nella società al 100%, per quel che han fatto, per quel che mi hanno spiegato”.
Infine una stoccata al presidente del Barça che in settimana si è complimentato con la Uefa per l’ottimo lavoro sul Fair Play Finanziario: “Se il Barcellona è felice perché siamo sospesi, dico al presidente di lasciarci appellare. Crediamo di essere nel giusto ma il mio consiglio al Barcellona è di non parlare troppo forte perché tutti sono coinvolti in qualche situazione”.
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