UEFA, la missione del presidente Ceferin: "No a leghe chiuse e lotta al razzismo"
Nel suo discorso al congresso di Amsterdam, il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha illustrato i successi del calcio in Europa e invocato politiche audaci. “Bisogna mettere il fine davanti ai profitti” ha spiegato lo sloveno ai rappresentanti delle 55 federazioni affiliate. Ha sottolineato ancora una volta il suo no alle proposte di riforma destinate a restringere accesso e partecipazione alle coppe, chiesto un maggiore rispetto delle diversità ai tifosi e misure più decise nella lotta al razzismo.
“Dal 2016 al 2020, la UEFA ha ottenuto ricavi per oltre 15 miliardi di euro, con un incremento del 38% in una sola stagione, e un aumento del 50% dei fondi destinati alle squadre nelle competizioni UEFA” ha detto Ceferin. In Europa si registrano quasi 20 milioni di tesserati, oltre 160.000 arbitri qualificati, 144.000 squadre dilettantistiche e 1900 club professionistici, ha aggiunto.
Anche dal punto di vista della partecipazione, l’appeal è innegabile. La finale di Champions League, spiega, “è l’evento calcistico più guardato al mondo. Negli ultimi tre anni, le partite organizzate dalla UEFA hanno raccolto oltre 13 miliardi di spettatori e più di 18 miliardi le interazioni sui social media“.
Questo è un capitale da sfruttare, prosegue Ceferin, per proteggere e far crescere il calcio in Europa. Per questo, dice, va difeso il modello sportivo europeo. “basato sui concetti di promozione, retrocessione e solidarietà. I principi, la storia, la tradizione e la struttura sono il motivo del nostro attuale successo. Hanno permesso al calcio di dominare su altri sport e al calcio europeo di dominare sul resto del mondo. Metterli in questione sarebbe una sentenza di morte per il nostro sport. Siamo i custodi di un’eredità. Siamo qui per proteggere il calcio, i giocatori e la sua storia“.
Ceferin vanta la redistribuzione dell’87% dei ricavi, utilizzati per promuovere il calcio nel continente, il raddoppio del budget per la UEFA Foundation for Children che ha consentito di aiutare quasi un milione di bambini nel mondo, e gli investimenti crescenti sul calcio femminile. Gli Europei del 2021 in Inghilterra “saranno una fantastica opportunità. L’evento potrà ispirare milioni di ragazze che sognano di diventare le migliori giocatrici, arbitri o allenatrici di domani“.
Ceferin conclude il suo discorso invocando più coraggio anche nella lotta al razzismo. Il problema, dice, non è in campo, “ma nella società, sugli spalti. Le cose devono cambiare“. La procedura a tre step ha portato nelle ultime tre stagioni a imporre 73 chiusure parziali degli stadi e a giocare 39 partite a porte chiuse per episodi di razzismo. “Questo dimostra che facciamo quello che è in nostro potere” ha concluso Ceferin, “ma anche che il problema e’ grave e che dobbiamo fare di più“.
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