“Atalanta-Valencia, una bomba biologica”, il match detonatore dei contagi da Coronavirus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06
Atalanta-Valencia, Champions League
Atalanta-Valencia, la partita che potrebbe aver scatenato i contagi

L’allarme era già stato lanciato dopo i primi contagi in Lombardia ma è rimasto inascoltato. Fermare il calcio, subito, per contenere l’epidemia da Coronavirus ed evitare assembramenti. Ma così non è stato. Irremovibile, la Uefa ha deciso di far proseguire Champions ed Europa League fin quando ha potuto. Un errore, i cui effetti, purtroppo si stanno manifestando, tuttora, in Lombardia, la regione maggiormente contagiata in Italia.

Una partita, in particolare, potrebbe essere stata il vettore che ha favorito l’ulteriore propagarsi dell’epidemia ovvero Atalanta-Valencia, andata degli ottavi di finale di Champions League, disputata a San Siro mercoledì 19 febbraio con la vittoria dei nerazzurri per 4-1. Dopo l’ipotesi formulata dal virologo  Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immuno-infettivologia del policlinico Umberto I di Roma, è arrivato un altro parere autorevole sul possibile potenziale di contaminazione di quell’evento.

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“Una bomba biologica”

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Intervistato dal Corriere della Sera, Fabiano Di Marco, primario del reparto di Pneumologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha ripercorso le tappe che hanno portato all’escalation dei contagi nella provincia bergamasca e in città con l’aumento costante dei malati, dei morti e dell’emergenza ospedaliera.

A domanda precisa su come possano essersi verificati così tanti contagi, Di Marco risponde così: “Ne sento tante ma io dico la mia. Quarantamila bergamaschi a San Siro per Atalanta-Valencia, in pullman, auto e treno. Una bomba biologica, purtroppo.”

Ora la bomba è esplosa (il Valencia, peraltro, ha molto contagiati in rosa) e rimediare ai danni è diventata un’impresa titanica, quasi disperata con gli effetti tragici cui, ahimé, assistiamo ogni giorno.

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