Serie A, dubbi sulla ripresa: alcuni club scettici sul ritorno in campo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56

Serie A. Si avvicina il 28 maggio, giorno della riunione tra il Ministro Spadafora, FIGC e Lega Calcio. Nel summit si dovrà decidere la possibile data per la ripresa del campionato. Nonostante l’apparente unità, non tutti i club spingerebbero in questa direzione

Serie A, ripresa campionato
Serie A, club divisi su ripresa campionato

Serie A 2019-2020, un destino ancora incerto. Doveva essere i giorni dell’inizio del ritiro della Nazionale in vista di Euro 2020, dell’attesa per la competizione continentale ospitata dall’Italia, del calciomercato e, invece, ci si ritrova a discutere ancora sulla possibile data della ripresa del campionato. 

Tante ipotesi e poche certezze in vista dell’incontro del 28 maggio tra Spadafora e le autorità federali che dovrebbe, si spera, dirimere ogni dubbio.Tutti i club sembrano compatti nella volontà di ripartire e concludere la stagione ma l’unità non pare così solida. Lo ribadisce, nuovamente, il Corriere della Sera che, nell’edizione odierna, riporta le posizioni delle singole squadra sull’opportunità o meno di riprendere la stagione.

Potrebbe interessartiSerie A, viaggi e trasferte: cosa cambia con la ripresa

Serie A, le posizioni dei club sulla ripresa

Stando al Corriere della Sera, ripreso da Tuttomercatoweb, ci sarebbero tre “schieramenti” sul tema ripresa: favorevoli; favorevoli ma prudenti, scettici/dubbiosi.
Del gruppo dei favorevoli farebbero parte Lazio, Roma e Napoli con Lotito e De Laurentiis che più volte hanno esternato la loro volontà di riprendere a tutti i costi.

Serie A, viaggi e trasferte: cosa cambia con la ripresa
(Getty Images)

Tra i favorevoli “prudenti” ci sono quattro club che vogliono il ritorno in campo ma non obbligatoriamente ovvero Juventus, Milan, Sassuolo e Fiorentina. Tra gli Scettici, ecco Torino con Cairo che più volte ha ribadito le proprie perplessità, Inter, Sampdoria, Brescia, Udinese e Genoa.

Tra gli scettici rientrano anche i medici sportivi e l’Aic. I primi hanno espresso e continuano a esprimere tutti i loro dubbi sul protocollo sanitario applicabile ad allenamenti e partite. L’Aic, invece, reclama tutele per i calciatori per la questione stipendi non pagati e contratti in scadenza a giugno.

Leggi ancheSerie A, Lukaku ai tifosi: “Persone muoiono, difficile riprendere”