Serie A, l’Antitrust blocca le partite in chiaro: il motivo della decisione

La Serie A, con molta probabilità, non sarà trasmessa in chiaro. L’Antitrust è intervenuto, comunicando alla Lega Calcio l’impossibilità di mandare in onda gratuitamente le partite in programma per la ripresa del campionato dopo la lunga sospensione

Serie A, niente partite in chiaro (Getty Images)
Serie A, niente partite in chiaro (Getty Images)

Nessun accordo, la Serie A non sarà trasmessa in chiaro. Si riducono ai minimi storici le possibilità di poter vedere gratuitamente due match della prima giornata di campionato dopo la lunga sospensione a causa del lockdown. Il piano del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sarebbe stato definitivamente accantonato dopo l’intervento dell’Antitrust che avrebbe spiegato tutte le motivazioni alla Lega Calcio.

Le chance di mandare in onda gratuitamente Atalanta-Sassuolo e Verona-Cagliari si affievoliscono sempre di più con il passare delle ore. Risulta ormai quasi impossibile, ad eccezione di incredibili dietrofont dell’ultima ora, riuscire ad ottenere una fumata bianca. Il tutto ruoterebbe intorno alla Legge Melandri: i diritti in chiaro non sono mai stati messi in vendita e sarebbe servita l’approvazione giuridica prima di permettere alla Lega di Serie A di dare il via libera. Si sarebbe dovuto ricorrere ad un bando d’asta aperto a tutti, ma sono mancati i tempi tecnici. Le sfide previste per questo weekend, dunque, saranno trasmesse sui canali a pagamento come di consueto.

Invariata, invece, la decisione sugli highlights. L’embargo resta ridotto e Rai 2 potrà trasmettere le azioni salienti della gare delle 19:30 già alle 21:30 e quelle delle 21:45 alle 23:45. Mediaset avrà la possibilità di mandare in onda le immagini alle 23:30 per le sfide serali e 15 minuti più tardi per i match giocati in “notturna”.

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Serie A, aumentano gli accrediti dei giornalisti agli stadi: parla Spadafora

Serie A, le parole di Spadafora sul tema giornalisti agli stadi (Getty Images)
Serie A, le parole di Spadafora sul tema giornalisti agli stadi (Getty Images)

Giungono importanti novità anche per la presenza dei giornalisti agli stadi. Mentre in Spagna sono sorte numerose polemiche a causa del numero esiguo di disponibilità concesse, come dimostra la totale assenza di giornalisti della carta stampata di Barcellona presenti in tribuna stampa per la sfida di Siviglia, in Italia la situazione è opposta. Vincenzo Spadafora ha voluto fornire maggiori possibilità ai mass media del nostro Paese di poter raccontare le partite della Serie A dopo la sua ripresa.

“Risponderemo alle richieste dell’Ordine dei giornalisti, della Federazione nazionale della Stampa italiana, dell’Unione Stampa sportiva italiana e dell’Unione sindacale dei giornalisti Rai”, ha detto il Ministro dello Sport, che ha poi concluso: “Ho dato le possibilità, rispettando le regole del distanziamento, di aumentare il numero di accrediti fino a 70 giornalisti e 30 fotografi.

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