Cavani, post “razzista” dopo la doppietta: indaga la Football Association

Edinson Cavani è stato accusato di aver scritto un commento razzista in una foto su Instagram dopo la doppietta segnata al Southampton. La Football Association ha aperto delle indagini sulla vicenda 

Un weekend magico per Cavani, che ha firmato la rimonta del Manchester United con il Southampton. I Red Devils erano in svantaggio di due reti, prima che l’uruguaiano servisse l’assist per il gol di Bruno Fernandes e siglasse una doppietta che ha regalato i 3 punti alla squadra di Solskjaer. La gioia dell’ex Napoli e PSG, però, si è interrotta molto presto, a causa di una polemica nata sui social.

L’attaccante stava festeggiando sui social, condividendo nelle storie alcune immagini pubblicate dai tifosi. Ad uno di questi, che scriveva: “Così ti voglio Matador!!!”, il centravanti ha risposto: “Grazie negrito”, con l’aggiunta di un emoticon che rappresenta una stretta di mano. Proprio il termine “negrito“, non è piaciuto ai fruitori dei social, che hanno preso di mira l’account di Cavani additandolo come un razzista.

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Cavani accusato per un post razzista: le possibili conseguenze

Cavani, le possibili conseguenze per la foto online (Getty Images)
Cavani, le possibili conseguenze per la foto online (Getty Images)

La Football Association, la federazione calcistica inglese, ha iniziato ad indagare sull’accaduto e il Matador rischia grosso. Nonostante in lingua spagnola la parola “negrito” non sia usata come un termine razzista o dispregiativo, la punizione per Cavani potrebbe essere pesantissima. Nel dicembre del 2011 anche Luis Suarez utilizzò quest’espressione nei confronti di Evra e venne squalificato per 8 giornate.

L’uruguaiano, nel suo libro, ha poi spiegato che è una parola con un significato differente rispetto all’utilizzo che ne fanno gli inglesi. In spagnolo viene inteso come “negrito” chiunque abbia i capelli scuri e la pelle scura e lo stesso Suarez ha ammesso di essere stato chiamato spesso in questo modo anche dalla moglie o dalla nonna. Una giustificazione che non servì ad evitare un lungo stop per il “Pistolero” e anche il suo connazionale Cavani ora rischia di ricevere lo stesso trattamento.

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