Infortunio Osimhen, il chirurgo frena sui tempi di recupero: le novità dalla clinica

Arrivano aggiornamenti dalla clinica in cui è ricoverato Victor Osimhen: le novità sui tempi di recupero e le condizioni dell’attaccante post-infortunio.

Victor Osimhen infortunio
Victor Osimhen (LaPresse)

L’impatto tra il volto di Osimhen e la testa di Skriniar è stato violentissimo. Ad avere la peggio è stato il bomber del Napoli, il quale è uscito visibilmente sconvolto dal campo con l’occhio gonfio. Si pensava solo ad un edema, un rigonfiamento. E invece la questione era ben più seria. Gli esami hanno evidenziato fratture multiple nella zona dell’orbita e dello zigomo sinistro: necessario un lungo intervento di oltre tre ore.

L’operazione al volto di Osimhen è avvenuta ieri e dopo circa 24 ore si conoscono alcuni aggiornamenti sulle condizioni del bomber e sul prossimo step che dovrà fare per recuperare dall’infortunio.

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Infortunio Osimhen, il chirurgo: “Navighiamo a vista”

Osimhen infortunato
Osimhen infortunato (LaPresse)

Stando a quanto rivelato da Gianpaolo Tartaro – chirurgo che ha operato VIctor – il calciatore deve restare a riposo: “Vediamo giorno per giorno“, riporta la Gazzetta dello Sport. Osimhen riuscirà a riprendersi dall’infortunio con tempi molto lunghi e servirà anche indossare una maschera protettiva per il volto, alla quale l’equipe medica dovrà lavorarci ben presto. Ma il recupero della condizione dipenderà molto dalle risposte del fisico dell’attaccante.

Infatti, il medico ha dichiarato: “Navighiamo a vista. L’impatto con Skriniar ha coinvolto diverse strutture, dai muscoli alle arterie. E’ tutto l’apparato che dovrà rimettersi in moto nel verso giusto“. Dunque, Osimhen resta ricoverato alla clinica napoletana Ruesch e ci resterà ancora per qualche giorno. Il chirurgo e i suoi collaboratori non vogliono avere fretta. Il Napoli neanche. Tutti vogliono che Victor possa riprendersi al meglio e che passino questi 90 giorni senza che la situazione possa aggravarsi. Infatti, c’è una bassa percentuale che l’intervento non basti e che l’attaccante possa ritornare nuovamente in sala operatoria. Ovviamente, si fanno tutti gli scongiuri che questo possa realmente accadere.