Qatar 2022, altro che recuperi infiniti: fischio finale dopo 85′. La storia curiosa

Dopo le prime sfide di Qatar 2022 tutto il mondo calcistico parla di recuperi troppo lunghi, ma stasera potremmo vedere qualcosa di diverso.

Le prime partite del Mondiale Qatar 2022 sono state caratterizzate da tante sorprese. Oltre al risultato completamente inatteso del match tra Arabia Saudita e Argentina, non si fa che parlare dei tempi di recupero. Le tante interruzioni, anche durante il recupero stesso, hanno infatti portato ad una situazione ai limiti dell’assurdo. Sul web ovviamente è esplosa l’ironia, ma il tema è caldo. Si parla sempre di più di tempo effettivo, ma stasera potrebbe verificarsi un fenomeno in controtendenza.

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Al Mondiale i recuperi sono infiniti. (ansa)

Il VAR, che toglie molti dubbi su episodi da cui rischierebbero di scaturire grandi polemiche, ha però un prezzo. Il prezzo è l’attesa, la dilatazione dei tempi, che si somma alle interruzioni tipiche di una partita di calcio. Le esultanze, le sostituzioni, gli infortuni più o meno autentici, ecc.

Tutto questo fa sì che il gioco effettivo sia poco, a volte anche inferiore a 45 minuti complessivi. Ne discutono ovviamente anche all’IFAB ed è stato proprio Pierluigi Collina a spiegare il motivo dei recuperi infiniti. L’ex-arbitro italiano, oggi Chairman of the Fifa Referees Committee, ha dichiarato che ai direttori di gara di Qatar 2022 sono state date chiare indicazioni sull’essere più precisi possibile sui recuperi. Chissà però cosa accadrà stasera, precisamente per il match tra Belgio e Canada.

Qatar 2022, arriva l’arbitro che fischia prima

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Janny Sikazwe, arbitro zambiano (ansa)

Sarà molto curioso dunque con questo tipo di presupposti vedere come si comporterà stasera Janny Sikazwe, che arbitrerà Belgio-Canada. Perché questa designazione desta così tanta ilarità? Il popolo del web, che non dimentica mai nulla, ha infatti ritirato fuori un’incredibile storia che ha come protagonista proprio l’arbitro zambiano.

La memoria stavolta non deve andare neanche troppo lontano, soltanto a gennaio. Si giocava il match tra Tunisia e Mali di Coppa d’Africa. Il direttore di gara però fu vittima di un colpo di calore e emise il triplice fischio esattamente al minuto 85:10. Eppure la partita aveva anch’essa subito delle interruzioni tra cui 2 VAR, 2 rigori ed un cartellino rosso. Nonostante tutto questo Sikazwe fischiò la fine, stavolta veramente, al minuto 89:50, tra le proteste veementi dei tunisini che erano in svantaggio di una rete. La terna arbitrale fu costretta a lasciare il campo scortata e l’episodio un caso diplomatico.

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