Il Milan non riesce a riprendersi e continua il suo periodo nero, perdendo anche contro la Roma. Da inizio stagione i rossoneri sono vittima di risultati negativi e la classifica, dopo nove giornate, fa venire i brividi. La società ha provato a cambiare allenatore, passando da Giampaolo a Pioli, ma la musica non è cambiata. Oggi la squadra ha fatto un passo indietro rispetto alla partita col Lecce, dove c’è stata anche sfortuna.
All’Olimpico invece la Roma ha meritato la vittoria che, per quanto creato e salvato da Donnarumma, poteva essere più larga. Nell’ennesima serata storta c’è pochissimo da salvare, a parte la bella sorpresa Theo Hernandez e un redivivo Calhanoglu. Se tra i migliori in campo c’è sempre il tuo portiere, qualcosa non funziona. Pioli sta provando a dare una mentalità più offensiva, ma i giocatori appaiono spaesati e senza idee. A questo punto si discuterà il reale valore dei singoli, che oggi hanno condannato il Milan con errori imperdonabili.
La stagione è soltanto all’inizio, ma il Milan continua a sprofondare e la Champions è un miraggio. In questo momento una rimonta sembra molto improbabile, soprattutto per le prestazioni offerte che lasciano poche speranza. I numeri dei rossoneri sono quasi imbarazzanti per la storia e blasone di questa società. La squadra si trova al 12°posto insieme all’Udinese (oggi sconfitto 7-1 dall’Atalanta!) e con soli tre punti di vantaggio dalla zona retrocessione. La classifica è ancora molto corta, ma la zona Champions è già lontana sette lunghezze.
Il calendario poi non favorisce i rossoneri, attesi da Spal, Lazio e Juventus prima della sosta di novembre. Un trittico che sulla carta potrebbe portare addirittura all’ultimo posto, considerando che la Sampdoria è a quota 4 punti. Uno scenario che Pioli non vuole neanche pensare, ma la dimensione di questo Milan è più vicino alla lotta salvezza guardando i risultati. Negli unici due scontri diretti con Inter e Roma sono arrivati zero punti, mentre contro le cosiddette “piccole” ha sempre sofferto e mai dato la sensazione di essere superiore. Il tempo delle scuse, compreso l’allenatore, sono esaurite: adesso società e squadra devono metterci la faccia e non macchiare la storia di questo club.
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