Allegri critica il calcio italiano: “La tattica, gli schemi sono cavolate”

Dopo cinque anni intensi trascorsi sulla panchina della Juventus, Massimiliano Allegri ha deciso di staccare la spina, prendendosi un anno sabbatico. Un periodo di riposo che gli sarà utile per ricaricare le batterie e tornare sulla piazza affamato di nuove vittorie. D’altronde, le offerte non mancano. Al momento, infatti, il tecnico livornese è uno dei più ambiti in circolazione. Qualora lo avesse voluto, infatti, ‘Max‘ avrebbe potuto rimettersi in carreggiata già in questa stagione, su panchine prestigiose come quelle di Arsenal, Tottenham o Bayern Monaco. Allegri, però, ha preferito non accelerare i tempi, e di rimandare qualsiasi discorso legato al suo futuro a giugno.

Futuro che molto probabilmente sarà in Inghilterra. Come da lui stesso confessato, infatti, l’ex allenatore della Juve sta approfondendo la conoscenza dell’inglese, un indizio questo da non sottovalutare. In attesa di ritornare alla guida di un club, Allegri ha rilasciato un’interessante intervista ad ESPN, dove ha parlato della sua idea di gioco, confermando concetti che già in passato lo avevano visto protagonista di accesi dibattiti con noti commentatori del settore: “In Italia la tattica, gli schemi, sono tutte puttanate. Il calcio è arte e gli artisti sono i grandi campioni, non devi insegnare niente, li devi ammirare e metterli nelle migliori condizioni di fare bene. È bello quando vedo un grandissimo campione fare grandi giocate. Io in panchina sono spettatore di uno che fa spettacolo che è il giocatore”.

Il tecnico livornese ha poi proseguito dicendo: “Quando la palla arriva ai Ronaldo, ai Dybala, ai Ronaldinho, Seedorf o Pirlo io devo mettere in condizione gli altri di far arrivare la palla a questi ma poi quando loro hanno la palla decidono loro cosa fare, qual è la scelta migliore”.

Massimiliano Allegri è in attesa di scoprire quale sarà la sua prossima avventura

Allegri: “Osservare i giocatori dalla tribuna? Una puttanata”

Osservare i propri ragazzi giocare dalla tribuna? Non ditelo ad Allegri che sull’argomento ha dischiarato: “Una mega puttanata, una delle più grandi puttanate che abbia mai sentito dire è che l’allenatore deve vedere la partita dalla tribuna. L’allenatore deve stare in panchina, deve respirare la partita. Non senti pestare il campo, non guardi i giocatori in faccia. Ci sono giocatori che li guardi in faccia e l’allenatore deve capire che è il momento di cambiarlo, di dirgli una parola di sostegno o spronarlo. Se non sei lì come fai? Sei solo capace di telefonare col telefonino e dire: ‘cambio’, come il tifoso. In campo la percezione è diversa. Ora il calcio è diventata una scienza, allora l’allenatore può andare al cinema”.

Allegri: “Per vedere se un giocatore in forma basta vedere come muove le gambe”

Infine, Allegri ha parlato del modo in cui intuisce se un giocatore è in forma oppure no: “Federico Tesio, uno dei più grandi allenatori di cavalli di sempre, diceva sempre che per capire se è un cavallo sta bene devi vedere come muove le gambe la mattina, i calciatori sono la stessa cosa. È così che vedi se sono in forma oppure no. Poi entri nel centro, guardi le statistiche e i dati e capisci se confermano quello che hai visto oppure no -ha proseguito il tecnico toscano- Dico sempre ai miei assistenti di vedere come i calciatori muovono le gambe, non il computer. Nella mia ignoranza non ho neanche un computer a casa, ho un iPad che mi ha regalato la Juve. Lì ci guardo le partite e studio qualche dato. Fortunatamente ho una buona memoria e riesco a ricordare cosa succede nelle partite”.

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