Gabriel Appelt Pires, da meteora della Juventus a gioiello con il Benfica
Nel calcio (quasi) tutto passa, restano – per chi ha voglia di ricordare – le emozioni di una grande giocata o gli scatti d’ira per uno scivolone di troppo fra talenti, matricole e meteore. A proposito di ‘stelle cadenti’, vale a dire coloro che hanno calcato i campi di Serie A lasciando più dubbi che certezze per poi fare fortuna altrove, recentemente si parla di Gabigol.
Fuoriclasse mai sbocciato in maniera definitiva all’Inter per poi emergere – con grandi risultati – in Brasile al Flamengo con la gioia tardiva di Marotta e soci che almeno hanno guadagnato qualcosina in più dalla cessione finale del suo cartellino. Chi si mangia le mani, invece, è la Juventus per un altro nome che avrebbe potuto regalare soddisfazioni ma l’estero gli ha riservato maggior pazienza e un pizzico di fortuna in più: Gabriel Appelt Pires.
Il centrocampista brasiliano approdò alla Vecchia Signora nel 2011, insieme al fratello Guilherme che, però, prese subito altre strade (Alessandria in primis, poi Resende, Sestri Levante e Solothurn), senza trovare riscontri positivi. Spedito un po’ ovunque anche lui (Pro Vercelli, Spezia, Pescara, Livorno, Leganes), nel 2018 arrivò a Lisbona trovando un ambiente favorevole.
Da quell’anno la sua vita è cambiata e adesso, Gabriel Appelt Pires, all’età di 26 anni, è uno dei campioni insostituibili del Benfica. Un altro Gabigol che non ha mai smesso di crederci, persino A Bola lo celebra. Anche lui ha segnato un gol fondamentale, come il suo collega, in coppa. Stavolta l’avversario è il Famaliçao, ma poco importa. Quel che resta è il rimpianto per aver lasciato per strada alcuni campioni che tanto avrebbero giovato al nostro campionato se solo determinate big ci avessero investito maggiormente in termini di tempo. Capita, nello sliding doors dell’universo calcistico.
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