Lotito Lazio (Getty Images)
Il presidente della Lazio Claudio Lotito sfida la Juventus per lo scudetto: “Una partita unica per decidere chi lo vincerà. Cosa c’entrano Inter e Atalanta?”
La Lazio di Claudio Lotito è tra le società maggiormente schierate per la ripresa del campionato. Il suo presidente Claudio Lotito è sempre stato al centro delle discussioni sulla voglia di far ricominciare il campionato, con la sua squadra che è a un solo punto dal primo posto e quindi in piena lotta scudetto. Oggi, il patron biancoceleste ha parlato a Repubblica, provando a chiarire la sua posizione: “Si rischia di mandare a gambe all’aria l’intero sistema. A Formello siamo pronti, abbiamo i tamponi e i test sierologici. Ho fatto avere le mascherine a tutti e ho uno staff di medici pronto al nostro servizio. Posso fare la sanificazione anche subito”. Lotito spiega perché la Lazio vuole ripartire: “A noi conviene non ripartire, perché se non si gioca noi siamo sicuramente in Champions e io risparmio quattro mesi di stipendio. Ma io ragiono col sistema, anche se non ci conviene: ripartendo perderemmo i vantaggi che avevamo, ma io ragiono nell’interesse di tutti”.
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Il presidente Lotito, quindi, lancia l’idea di play off e play out, e persino di una gara unica: “Siamo a un punto dalla Juventus. Dietro c’è l’Inter che ha 8 punti in meno di noi, l’Atalanta ne ha 14 in meno. Perché dovrebbero giocarsi lo scudetto? E’ una questione tra Lazio e Juventus: sarebbe accettabile una finale scudetto, una gara unica”. Lotito analizza anche il nodo degli allenamenti: “Non c’è una data migliore di un’altra. Tanto in ogni caso il campionato ripartirebbe a porte chiuse, con dalle 70 alle 90 persone in ogni stadio. Si devono fare i controlli anche a loro. Io ho duemila dipendenti che vanno a lavorare nei reparti Covid e non si è ammalato nessuno, perché ho preso da subito tutte le precauzioni del caso. Invece mi chiedo, perché lo Stato ha mandato a lavorare medici e infermieri senza i presidi di sicurezza?”. Poi Lotito fa il punto sui diritti tv: “Mi ha sorpreso che qualche club non ha votato l’ipotesi di andare a recuperare i soldi. Mi chiedo perché. C’è un contratto, il nostro con le tv è blindato e bisogna adempiere. Molte società società hanno ceduto il credito per farselo anticipare dalle banche. Ora c’è una scadenza e il nostro cliente non vuole pagare, chiedendo sconti senza senso. Se le tv pensano di avere ragione, paghino e poi chiedano uno sconto per il futuro. Altrimenti la legge dice che sono inadempienti. Se le tv non ci pagano dovrò mettere i miei dipendenti in cassa integrazione”.
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