Mario Gomez lascia il calcio: l'ultima impresa dell'ex Fiorentina
Mario Gomez ha annunciato l’addio al calcio. L’ex attaccante del Bayern Monaco e della Fiorentina ha festeggiato il ritorno in Bundesliga dello Stoccarda
Mario Gomez ha lasciato il calcio. A 34 anni, ha segnato il primo e l’ultimo gol di questa stagione in Bundesliga 2 dello Stoccarda. Ha contribuito a riportare la squadra che lo aveva lanciato in Bundesliga, e poi ha annunciato il suo ritiro. “Ho sempre sognato di restituire qualcosa a questo club prima di lasciare” ha detto, “è bello chiudere dopo questo grande traguardo. Oggi almeno un paio di volte sentivo le lacrime agli occhi”.
Centravanti di origine spagnola, vicecampione d’Europa con la Germania nel 2008, ha vissuto il suo periodo migliore con il Bayern Monaco. In Baviera, tra il 2009 e il 2013, ha vinto sette trofei: due campionati tedeschi, due Coppe di Germania, due Supercoppe di Germania e una Champions League). Ha giocato due Mondiali (2010 e 2018) e tre Europei (2008, 2012, 2016).
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Mario Gomez debutta da professionista contro il Chelsea in Champions con lo Stoccarda. Gioca 121 partite prima di annunciare il trasferimento al Bayern nell’estate del 2009. Con i bavaresi, si consacra come uno dei migliori attaccanti tedeschi della sua generazione. In quattro stagioni, segna 75 gol in 115 partite in Bundesliga.
Arriva in Italia, con la Fiorentina. Conclude la prima stagione in maglia viola con 15 presenze e 4 gol, e la seconda da capocannoniere della Coppa Italia, condizionato però da troppi infortuni.
Accetta allora la scommessa turca. Passa al Besiktas e diventa un fattore decisivo nel guidare la squadra al titolo in campionato, che chiude con il titolo di miglior goleador grazie a 26 reti in 33 partite. Dopo il ritorno in patria, al Wolfsburg, rientra allo Stoccarda. L’anno scorso retrocede dopo lo spareggio con l’Union Berlino. Segna all’andata dello spareggio promozione-salvezza contro l’Union Berlino (terzultima di Bundesliga contro terza di Zweite Liga), e diventa il primo giocatore nella storia a segnare con due squadre diverse nei playoff. Resta per un’ultima stagione, segna il primo gol stagionale dello Stoccarda contro l’Hannover e l’ultimo, ininfluente nell’1-3 contro il Darmstadt prima dell’addio al calcio.
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