Serie A, ascolti tv in netto calo: i dati con la ripresa del campionato

La ripresa della Serie A ha registrato un calo degli ascolti televisivi, circa 2,5 milioni di media a giornata, comparando i dati con quelli del girone d’andata. 

Serie A Ascolti
Lazio-Milan (Getty Images)

La Serie A, con tanta difficoltà e le immancabili polemiche, è riuscita a riprendere la stagione ma i primi effetti non sono incoraggianti. In particolare sorprende il calo degli spettatori che, rispetto al girone d’andata, si è abbassata in media di 2,5 milioni. Una perdita di circa il 40% degli ascolti, riportata da un articolo del “Fatto Quotidiano”, che dovrebbe porre qualche domanda ai vertici del calcio italiano. Le squadre avranno salvato la regolarità del campionato e il pagamento dei diritti televisivi, ma hanno allontanato tantissimi tifosi.

Il calcio d’estate, già criticato da molti mesi fa, si sta rivelando un mezzo fallimento. Gli stadi chiusi avrebbe dovuto aumentare la passione dei sostenitori davanti alla tv e invece è successo l’esatto opposto, anche nell’ultima giornata (tra l’altro quella con meno share) dove c’erano match di cartello come il derby Juventus-Torino, Lazio-Milan e Napoli-Roma. La media degli spettatori è scesa drasticamente e i motivi sono innumerevoli, a partire dai giorni e dagli orari scelte per le partite.

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Serie A, la media degli spettatori scende di 2,5 milioni: le possibili cause

Serie A Televisione
Telecamere Serie A (Getty Images)

La ripresa della Bundesliga e l’aumento dei suoi ascolti ci aveva illusi. La Serie A post-Covid non riesce a reggere il confronto con gli altri campionati europei e, in parte giustificata dalla sfalsata ripartenza, rimane comunque indietro. Il ritorno del calcio italiano non sta facendo successo, semplicemente confrontando i numeri dell’anno scorso. I dati televisivi, a parte la fase finale di Coppa Italia, sono crollati e continuano a scendere giornata dopo giornata.

Un mezzo fallimento per FIGC e Lega Calcio che pensavano di rimediare all’astinenza da calcio giocato, ma si sono dovuti ricredere davanti alla scelta di molti tifosi. La scarsa competitività del torneo, ancora nelle mani della Juventus, i ritmi più bassi delle partite (dovuti anche alle alte temperature), i diversi orari, l’assenza di pubblico e la stagione estiva sono le principali cause di questo trend negativo. Il calcio italiano non attira più come una volta, serve al più presto un cambio di rotta.

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