Messi resta al Barcellona, l’annuncio ufficiale e i motivi del dietrofront

Leo Messi alla fine rimane al Barcellona. Questa la decisione della Pulga annunciata con un’intervista a Goal.com

Leo Messi resta al Barcellona. Dopo la volontà comunicata al club catalano di lasciare la squadra e gli scontri con la Liga relativi all’efficace o meno della clausola rescissoria, il campione argentino ha deciso di restare. A spiegare le ragioni è lui stesso in un’intervista a Goal.com: “Ho detto al club, al presidente in particolare, che volevo andarmene. Loro lo sanno dall’inizio della passata stagione. Gliel’ho detto durante tutti gli ultimi 12 mesi. Ma rimarrò qui perché non non voglio iniziare una guerra legale. Adesso resterò perché il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile

Critiche pesanti quelle rivolte a Bartomeu e alla dirigenza: “E’ stato un anno molto complicato. Ho sofferto molto e ho pensato di andarmene per cercare aria nuova, nuovi obiettivi. Non è dipeso dal Bayern. (…) La verità è che da molto tempo non c’è nulla, un progetto. Loro coprono i buchi mentre le cose vanno.”. Qui l’intervista integrale di Goal.com a Messi

Messi-Barcellona, una tregua “armata”

Una tregua armata, un arrivederci predisposto con tanto di data di scadenza. La guerra fredda fra Leo Messi e il Barcellona si ferma prima di un inevitabile contenzione. Niente carte bollate, niente divorzio almeno per ora, niente trattative sulla buonuscita o sulle clausole. Ma una promessa, Messi resta: separato in casa per una notte, re ancora per una stagione. Ma quella clausola che gli permette di andarsene gratis se lo vuole sul suo contratto c’è ancora. E allora, come in una partita di Monopoli, la carta “esci gratis di prigione” potrà usarla al prossimo giro. E se lo farà entro i termini e la data previsti dall’accordo, il Barcellona non potrà far nulla. E Messi se ne andrà, a parametro zero. Senza incassi per la club.

La partita è diventata soprattutto una questione economica. In un articolo molto informato e dettagliato su The Athletic, la cessione di Messi è stata rappresentata come la foglia di fico per nascondere debiti, errori di gestione, spese folli nella gestione Bartomeu. Una mossa disperata per un ritorno di capitali, tanti maledetti e subito.

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Messi e il Barcellona, è tregua: decisivo l’incontro col padre

Messi e il Barcellona, è tregua: decisivo l'incontro col padre
Messi e il Barcellona, è tregua: decisivo l’incontro col padre

Ma da un lato essere il presidente che lascia partire Messi così avrebbe spento ogni velleità elettorale presente e futura di Bartomeu, e al Barcellona come al Real Madrid i presidenti si eleggono con i tifosi-soci che contano eccome.

Dall’altro la Pulce ha probabilmente capito che non l’avrebbe spuntata contro l’intransigenza del presidente. Non è escluso che la posizione ufficiale della Liga abbia avuto un peso. Infatti, la clausola per liberarsi dal Barcellona a costo zero vale entro il giugno di ogni stagione. Messi ha sostenuto che vista l’eccezionalità del calendario post-Covid, fosse comunque possibile esercitarla alla fine della stagione. Il Barcellona ha detto no, la Liga si è schierata con il club. E le opzioni, di fronte a una clausola rescissoria da 700 milioni di euro, si sono decisamente ridotte.

Una riunione con il padre-agente nel pomeriggio a Castelldefels ha scritto la parola fine a questo capitolo della guerra fredda. Rinviato almeno l’addio di Messi che, secondo Luka Modric del Real Madrid, “sarebbe una grave perdita per il prestigio della Liga”. Anche se, ha aggiunto, il campionato è andato avanti senza Cristiano Ronaldo. “Sarà lo stesso a Barcellona e nella Liga senza Messi”, ha concluso.

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