Inter-Torino, Conte avvisa: “Il furore agonistico non può essere a intermittenza”

L’Inter conquista tre punti a San Siro contro il Torino. I nerazzurri soffrono e vincono, convincono meno il mister Conte che cerca sempre la perfezione. L’obiettivo è continuare a vincere soffrendo in maniera minore, i margini di miglioramento ci sono. Anche i propositi. Le parole di Conte a fine gara.

Poker sofferto a San Siro contro il Torino. 4-2 in favore dell’Inter, risultato che fa sorridere Conte per i tre punti conquistati, ma l’allenatore vorrebbe prestazioni più nette. Meno faticose, c’è da lavorare per subire ancora meno ma i nerazzurri non mollano mai. Nonostante tutto. Neanche oggi. Le parole dell’allenatore nerazzurro nel post partita:

È stata una bella vittoria, forse è mancato qualcosa in alcuni punti della gara?

“Il terreno lo dobbiamo rendere in salita per gli avversari. Se andiamo troppo di fioretto non va bene, l’organizzazione ha un furore agonistico che si deve sentire già nel sotto passaggio. Ci stiamo lavorando e mi auguro che questo gruppo sano riesca a capire l’importanza di rappresentare questi colori”.

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Inter-Torino, poker e sofferenza per i nerazzurri (Getty Images)
Inter-Torino, poker e sofferenza per i nerazzurri (Getty Images)

Queste fasi alterne sono dovute alla tattica o è una questione mentale?

“Non può essere una questione tattica. Nel secondo tempo avevamo Lukaku, Vidal, Barella, Gagliardini e Sanchez, abbiamo cambiato atteggiamento non schemi. Pressato in maniera veloce, le pressioni devono essere rapide non a livello scolastico. Sennò gli avversari escono. Nel secondo tempo si è alzata la voglia di faticare e potevamo fare anche più di quattro gol.

Quindi, qual è la ‘lezione’ per i prossimi impegni?

“Se vogliamo qualcosa dobbiamo sudarcela e sporcarci le mani, serve tutto: testa, cuore e gambe. Nel primo tempo non l’abbiamo fatto e non mi è piaciuto. Le parole di Lukaku mi trovano d’accordo: se vogliamo essere una grande squadra, bisogna rischiare qualcosa in più. Dobbiamo essere bravi a metterci del nostro”.

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