Roma Dzeko Fonseca
Edin Dzeko è sempre più ai margini della Roma come dimostra l’inedita giornata passata a Trigoria: non è esclusa una cessione a gennaio.
Il caso Dzeko continua a tenere banco in casa Roma e potrebbe incendiare le ultime ore di mercato. Dopo la mancata convocazione contro lo Spezia, arrivano altri segnali allarmanti alla ripresa degli allenamenti. Oggi i giallorossi, dopo una giornata di riposo, si sono ritrovati a Trigoria per preparare il posticipo di domenica sera contro il Verona.
Una partita chiave per capire il destino dell’attaccante bosniaco che appare sempre più lontano dalla capitale. La rottura con Fonseca non si è ancora ricomposta, come conferma la seduta individuale svolta senza i compagni. Una situazione simile a quella vissuta dal Papu Gomez che, dopo il duro scontro con Gasperini, è stato isolato dalla squadra fino all’inevitabile cessione (è quasi concluso il suo passaggio al Siviglia).
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A Trigoria si respira ancora un’aria pesante e c’è grande tensione dopo l’episodio di settimana scorsa. Oggi Dzeko, prima di allenarsi separatamente dal gruppo, ha avuto un breve confronto con Paulo Fonseca senza l’esito sperato.
I due sono rimasti sulle loro posizioni e, se qualcuno non farà un passo indietro, sarà impossibile ricucire lo strappo. Ovviamente la società, finché rinnoverà la fiducia al tecnico portoghese, non potrà fare altro che accettare le sue decisioni anche a costo di perdere il proprio giocatore più rappresentativo.
Si prospetta anche uno scambio con la Juventus, che già avrebbe voluto Dzeko la scorsa estate ma alla fine il bosniaco è rimasto a Roma. La società rifiutò un’offerta considerevole allora. Adesso starebbe valutando di cederlo, crescono le indiscrezioni su un possibile scambio con Bernardeschi, peraltro a poche settimane dallo scontro diretto a Torino del prossimo 6 febbraio.
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E’ bene sottolineare che il capitano della Roma, al contrario di alcuni suoi compagni (per esempio Pedro e Mkhitaryan) non soffre di alcun problema fisico e la sua esclusione è unicamente una punizione disciplinare.
In questo scenario è difficile pensare a una sua permanenza e si farà di tutto per trovargli una nuova sistemazione. Una missione a sua volta non semplice perché mancano pochi giorni alla chiusura del mercato e al momento non ci sono trattative concrete. C’è stato qualche sondaggio dall’estero, ma prontamente respinto dal giocatore che preferirebbe restare in Italia.
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