Milan, Pioli come Capello e Ancelotti (Getty Images)
Il Milan di Stefano Pioli continua a sorprendere. I suoi numeri sono gli stessi che ottennero Capello e Ancelotti, entrambi poi vincitori di uno Scudetto
Non si ferma più il Milan di Stefano Pioli, reduce dall’ennesima vittoria, la numero 23 da dopo il lockdown, contro l’Udinese nell’ultimo turno di campionato. I rossoneri, con il solito Zlatan Ibrahimovic, sono riusciti a portare a casa tre punti pesantissimi nella trasferta alla Dacia Arena, contro un avversario ostico e che ha rischiato di portare a casa almeno un punto dal lunch match.
Nulla di fatto, invece, per la squadra di Gotti, che incassa il quinto k.o. da inizio stagione, e che ha permesso di ottenere un altro successo ad un Milan inarrestabile e primo in classifica con 16 punti, 2 in più del Sassuolo secondo. La squadra rossonera non perde dall’otto marzo scorso, nel 2-1 contro il Genoa, la seconda sconfitta complessiva dall’arrivo di Ibra a gennaio. Numeri impressionanti, che hanno iniziato a far sognare i tifosi. L’obiettivo minimo resta la qualificazione alla Champions League, ma con un avvio di questo tipo non ci si può limitare.
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Il Milan non è partito come una delle squadre favorite per la vittoria, nonostante il finale della scorsa stagione, ma in silenzio e con tanto lavoro ha iniziato a togliersi le prime soddisfazioni. La stagione è lunga, questo Stefano Pioli lo sa e lo ha anche ribadito più volte, ma i suoi numeri stuzzicano la cabala e fanno viaggiare con la mente.
Nella stagione 1995/96, con Fabio Capello alla guida tecnica, e in quella 2003/2004 con Ancelotti, i rossoneri ottennero 5 vittorie in 6 partite di campionato proprio come in quest’annata. Alla fine di entrambi i campionati, il “Diavolo” alzò lo Scudetto.
Una coincidenza, che però può regalare ulteriore entusiasmo alla rosa. Dal punto di vista pratico, la ruota del Milan gira senza sosta. Pioli ha risposte positive da quasi tutti i giocatori: big, volti storici e neo acquisti. Il percorso sarà ancora lungo e tortuoso, questo è vero, ma sognare, come detto, non costa nulla e la dirigenza milanista, insieme ai suoi giocatori e tifosi, non intende svegliarsi proprio ora.
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