Napoli, Insigne accerchiato: la fascia di capitano pesa

Lorenzo Insigne
Napoli, Insigne accerchiato: la fascia di capitano pesa

Lorenzo Insigne non sta vivendo un momento facile: due gol alla Fiorentina nella prima giornata di campionato, poi il buio. Prestazioni incolori, fino all’esclusione dalla partita di Champions League col Genk, dove finì in tribuna. Neanche il passaggio in Nazionale sembra avergli dato la scossa: una prova tutto sommato appena sufficiente contro la Grecia, panchina nel match successivo. Ma cosa succede al capitano del Napoli? Una storia ormai lunga, che va avanti da quest’estate. Le voci di un suo addio, mai concretizzate. Sullo sfondo l’atteggiamento critico di parte della tifoseria. E ieri si è aggiunto anche De Laurentiis.

Le critiche di De Laurentiis

Il presidente del Napoli è stato molto critico con il capitano: “Solo Insigne può risolvere il suo problema, deve capire cosa vuole fare da grande. Ha sempre avuto un atteggiamento di
scomodità a Napoli, fino dal suo arrivo – ha tuonato il presidente – è tutto nelle sue mani, non può affidarsi ad Ancelotti o Raiola, deve prendersi le sue responsabilità. E’ un grandissimo calciatore, che può essere in forma o meno in forma, io l’ho sempre protetto ma deve stare più sereno e non sfidare l’allenatore”. Critiche su critiche, e non è la prima volta. Anche questa estate il capitano fu richiamato all’ordine: a comportamenti più consoni.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis

Gli screzi con Ancelotti

Il carattere di Insigne è particolare: solare e simpatico nel privato, soprattutto nell’ambito familiare e con gli amici, introverso e spesso imprevedibile nello spogliatoio. Vuole sentirsi importante, giocare. Quando non viene scelto si arrabbia. E succede anche quando viene sostituito. Le scene delle sue polemiche plateali dopo alcune sostituzioni sono ben note ai tifosi del Napoli. Da qui i loro fischi. Un aumentare della tensione che è sfociata nell’esclusione dalla partita col Genk, in Champions League. Ancelotti spedisce Insigne in tribuna, nemmeno in panchina: “L’ho visto poco brillante in allenamento”, ha spiegato il tecnico. Probabilmente la punizione per aver rifiutato la panchina. Nei giorni successivi ci sono stati incontri chiarificatori, con tanto dell’arrivo di Mino Raiola, suo agente da qualche mese, che ha voluto vedere Ancelotti per provare a trovare una soluzione al problema. Ma non è la prima volta: Ancelotti richiamò Insigne all’ordine (così come De Laurentiis) anche durante il mese di luglio, nei giorni del ritiro: “Ci aspettiamo comportamenti da capitano”. Ecco, quella fascia che forse è diventata un problema.

Lorenzo Insigne con Carlo Ancelotti

La fascia di capitano a Insigne pesa?

Lorenzo Insigne ha ereditato la fascia di capitano in maniera ufficiale lo scorso febbraio, dopo l’addio di Marek Hamsik. Un’investitura che gli è stata data anche per responsabilizzarlo. Evidentemente non è bastato. Insigne deve fare i conti con le critiche del suo presidente, gli screzi (che dovrebbero essere rientrati) con l’allenatore e una situazione destabilizzante che innervosisce la tifoseria. I supporters del Napoli spesso hanno “invocato” la fascia sul braccio di Koulibaly o di Mertens. Tra l’altro due calciatori che De Laurentiis ha bacchettato (il belga) e preparato all’addio (il difensore). E’ inevitabile chiedersi se è normale che il capitano di una squadra importante come il Napoli debba essere riportato all’ordine dal presidente e dall’allenatore. Chi indossa la fascia dovrebbe rappresentare una guida e un punto di riferimento, o quantomeno essere un esempio di sicurezza ed equilibrio. La sensazione è che la fascia di capitano a Insigne non abbia portato particolari benefici. Ma del resto è giusto che sia lui a portarla, ormai. Toglierla sarebbe un atto ancora peggiore di queste critiche pungenti divulgate pubblicamente da De Laurentiis.

Lorenzo Insigne, capitano del Napoli
Lorenzo Insigne bacia la maglia del Napoli
Insigne e i tifosi del Napoli: una storia antica

Probabilmente Insigne non ha nemmeno troppe colpe. Il suo carattere è questo. C’è chi individua nella presenza a volte invadente della famiglia un problema. Lo testimonia uno sfogo del fratello Antonio contro Ancelotti via social. Attacco poi rientrato con tanto di scuse. Lorenzo Insigne fa i conti, da sempre, con la poca simpatia di una parte dei tifosi nei suoi confronti. Difficile capirne il motivo: il classico “Nemo profeta in patria” può spiegare solo fino a un certo punto come mai un napoletano capitano del Napoli è inviso a parte della tifoseria. I suoi atteggiamenti polemici dopo molte sostituzioni, anche voci sulle esose richieste economiche in fase di rinnovo, l’eterna dicotomia tra chi considera Insigne un campione e chi un incompiuto, scatenano le fazioni. Ad aggravare l’operazione simpatia che ad Insigne non è mai riuscita, l’arrivo di Mino Raiola: il suo nuovo agente rappresenta quei valori del calcio moderno che moltissimi tifosi odiano. Di certo l’arrivo del super procuratore a casa Insigne non lo ha aiutato. Ma a creare l’antipatia verso Insigne ci sono stati anche altri episodi, diventati in poco tempo molto pubblicizzati: sul palco di Dimaro, qualche anno fa, si rifiutò in modo plateale di accennare una canzone in napoletano. Questo davanti a oltre 5mila tifosi che ci rimasero male. Da allora in poi Insigne ha modificato i propri atteggiamenti pubblici, ma evidentemente non basta. E’ soprattutto il campo che deve dare le risposte: e le prestazioni di Insigne sono deludenti. Serve rivedere il vero Lorenzo per cominciare a sistemare le cose. Evitando parole e gesti fuoriluogo. Perché, nonostante tutto, Insigne è ancora in tempo per riconquistare la sua Napoli.

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